25 APRILE
The prudes

I Prudes sono una coppia: vivono insieme da nove anni anche se Jessica ci tiene a precisare che non sono sposati e che il matrimonio è un retaggio del patriarcato maschile. Ma “prude” in inglese è anche un sostantivo che significa puritani, moralisti, timorati di Dio, di morigerati costumi. Ironia della sorte, questi Prudes si presentano invece sul palcoscenico di un teatro gremito di spettatori per vivere, o inscenare (non ci è dato sapere) il loro dramma di coppia, in una specie di seduta terapeutica collettiva. Al centro della loro problematica è il calo di desiderio che riguarda soprattutto James, che non riesce più ad avere rapporti con la sua amata Jessica, costringendola così a una lunga astinenza sessuale, e che, se fallirà anche questa ultima chance, cioè consumare un rapporto davanti ad una platea di spettatori, sarà abbandonato dalla sua compagna che non intende vivere il resto della sua vita senza sesso. Come si può facilmente prevedere l’espediente scelto non darà i frutti sperati. I goffi tentativi di entrambi di risolvere il problema precipitano rapidamente in un gioco al massacro dove emergono vecchie ruggini; cose mai dette e che ora feriscono; confessioni fatte al pubblico per conquistarne la complicità; colpi di scena e travestimenti che fanno dubitare via via se siano persone vere o personaggi interpretati da due attori che sono, forse, in cerca di nuova ispirazione attraverso un’improvvisazione scenica.

Il testo di Anthony Neilson fa parte del movimento drammaturgico britannico denominato “In your face” in cui il pubblico non assiste dalla cosiddetta quarta parete ad una vicenda, ma è continuamente interpellato, come se fosse un altro personaggio che interagisce con gli attori. Il gioco teatrale, o meta teatrale si fa sempre più serrato e sofisticato, viene analizzato il lessico della coppia e le differenze nell’usare il linguaggio quotidiano finiscono, come spesso accade, per alzare muri di incomunicabilità. Il finale farsesco non sminuisce di certo la durezza dello scontro e la profondità della riflessione sulle dinamiche di coppia. La scena è spoglia, c’è solo un tavolino, una bottiglia e due bicchieri per brindare all’evento ma anche per darsi coraggio. Sullo sfondo vengono proiettati i disegni che Jessica ha fatto per documentare i segreti della sua vita, forse a volte le parole non bastano.

Gianluigi Fogacci

THE PRUDES

Di Anthony Neilson

Traduzione Natalia Di Giammarco

Con Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci

Musiche originali Giovanni Mancini

Scene e costumi Susanna Proietti

Aiuto regia Maria Stella Taccone

Regia Gianluigi Fogacci

Produzione POLITEAMA S.R.L.

ORARI

Domenica 25 aprile ore 17:00

BIGLIETTI

Intero 15€

Ridotto 10€

ABBONAMENTI

Questo spettacolo è compreso nell’abbonamento PROSA, CARNET, ALTROVE FAMILY

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