DAL 26 AL 28 FEBBRAIO
Ophelia

Ophelia nasce come una riscrittura contemporanea dell’Amleto di Shakespeare a partire da una figura rimasta a lungo ai margini della tragedia: Ofelia, giovane donna attraversata dallo sguardo degli altri, dal linguaggio del potere, dall’amore, dal lutto e dalla follia. Non si tratta di raccontare di nuovo la sua storia, ma di interrogarne la persistenza. Chi è Ofelia oggi? Una vittima, un simbolo, un corpo poetico, una voce rimossa? O forse una figura che continua a parlarci proprio perché sfugge a ogni definizione stabile? Lo spettacolo indaga gli archetipi che il personaggio porta con sé – la ragazza obbediente, l’amata sacrificata, la folle, la santa, la sommersa – per metterli in relazione con il presente: con il modo in cui ancora oggi si costruiscono, si controllano e si narrano le identità femminili. Come in molte riscritture moderne del mito shakespeariano, da Hamletmachine di Heiner Müller a Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard, il punto di partenza non è la fedeltà al testo originale, ma la possibilità di far emergere ciò che nel testo resta in ombra. Questa Ofelia non cerca necessariamente una risposta definitiva. Si muove piuttosto dentro una domanda: cosa rimane di una donna quando la sua storia è stata raccontata da altri? E cosa accade quando, finalmente, quella figura prova a prendere parola?

La messa in scena nasce da un principio di sottrazione. Lo spazio è scarno, quasi vuoto: pochi elementi essenziali, nessuna ricostruzione realistica, nessun apparato decorativo. Al centro resta il corpo dell’attrice e, soprattutto, la sua voce.
Il monologo è pensato come un attraversamento interiore, in cui la parola non descrive soltanto, ma genera spazio, memoria, presenza. La vocalità di Veronica Rivolta diventa la vera scenografia dello spettacolo: materia viva, paesaggio emotivo, luogo in cui Ofelia prende forma e si dissolve.
Luci e ombre costruiscono una geografia minima e instabile, fatta di apparizioni, soglie, zone sommerse. In questo spazio essenziale, Ofelia non viene rappresentata come icona fissa, ma evocata come figura mobile, contraddittoria, ancora capace di interrogare il nostro presente.

Federico Malvaldi

OPHELIA

Di Federico Malvaldi

Con Veronica Rivolta

Regia e luci Federico Malvaldi

Assistente alla regia Antonino Pio Ruggeri

Costumi Marta Montanelli

Produzione Remuda Teatro

ORARI

Venerdì 26 febbraio ore 20:00

Sabato 27 febbraio ore 20:00

Domenica 8 febbraio ore 17:00

BIGLIETTI

Intero 15€

Ridotto 10€

ABBONAMENTI

Questo spettacolo è compreso nell’abbonamento PROSA, CARNET, ALTROVE FAMILY

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